Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha ufficialmente comunicato le materie oggetto della seconda prova dell’esame di maturità per l’anno scolastico 2025-2026. Come ogni anno, questa prova si concentra sulle discipline caratterizzanti il percorso di studi di ciascun indirizzo scolastico, rappresentando un momento cruciale dell’esame. Essendo la seconda prova scritta, essa mira a valutare le competenze specifiche acquisite dagli studenti nel corso degli anni, mettendo alla prova la loro preparazione nelle materie più rilevanti per il loro indirizzo di studio.
Il documento ufficiale riporta le linee guida ministeriali relative alle prove dell’esame di maturità per l’anno scolastico 2025/26. Il testo si concentra specificamente sull’indirizzo tecnico in meccanica, meccatronica ed energia, elencando le materie oggetto delle diverse fasi d’esame. Viene indicato che la prima prova scritta verterà sulla lingua italiana, mentre la seconda prova riguarderà le macchine e l’energia. Il prospetto specifica inoltre quali docenti agiranno come commissari esterni o interni per ogni disciplina, includendo il colloquio orale. Infine, viene definita la struttura della commissione d’esame, composta complessivamente da quattro membri e un presidente.
Per l’Esame di Maturità 2026, le commissioni saranno miste, includendo due commissari esterni, due docenti interni e un presidente di commissione esterno. In totale, gli studenti si confronteranno con cinque commissari, di cui tre provenienti da altre scuole.

L’Esame di Maturità 2026 prenderà il via il 18 giugno con la prima prova scritta di italiano, seguita dalla seconda prova, specifica per ciascun indirizzo di studio.
Il voto finale sarà espresso in centesimi e sarà determinato dalla somma di:
- 20 punti per la prima prova scritta,
- 20 punti per la seconda prova,
- 20 punti per il colloquio orale,
- fino a 60 punti per i crediti scolastici, che includeranno anche la valutazione della condotta.
I test INVALSI, pur essendo obbligatori, non influiranno sul punteggio finale dell’esame.
Il Colloquio Orale
Il colloquio orale rappresenta un’opportunità per gli studenti di dimostrare non solo la loro preparazione, ma anche la capacità di creare collegamenti tra diverse discipline, sia interne che esterne al proprio indirizzo di studi.
Il colloquio è finalizzato alla verifica della preparazione complessiva del candidato e si svolge sulle quattro discipline individuate dal Ministero, al fine di accertare:
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l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline;
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la capacità di utilizzare, collegare e rielaborare le conoscenze acquisite;
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le competenze argomentative;
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il grado di maturità e responsabilità raggiunto.
Il colloquio orale si articola nelle seguenti fasi:
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avvio con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente;
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formulazione di domande e approfondimenti relativi alle quattro discipline oggetto del colloquio;
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presentazione di una breve relazione o di un elaborato multimediale sulle esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO);
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verifica delle competenze di educazione civica;
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per i candidati interni che abbiano conseguito una valutazione del comportamento pari a sei decimi nello scrutinio finale, trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe;
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discussione degli elaborati delle prove scritte.
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